Cento

L’opera CENTO prende forma da un’idea di Rodolfo Lacquaniti che interpreta il Centenario del Consorzio Agrario di Grosseto. CENTO anni d’intensa storia del territorio maremmano che si intreccia con l’evoluzione di uno dei primi Consorzi Agrari Italiani. CENTO è un’opera monumentale alta otto metri e lunga venticinque, colorata di rosso.

...il colore è energia radiante determinata dallo stimolo di diverse lunghezze d’onda, sono vibrazioni elettromagnetiche ed agiscono come tali sugli organismi viventiâ€. Il color rosso rappresenta simbolicamente l'energia, il calore, la luce, la volontà dell’uomo. E' il colore del presente, d'ORA, delle scelte importanti che noi tutti siamo chiamati a fare.

La creazione ha un impatto visivo di forte suggestione, gigantesco Totem di una civiltà che fa i conti con il passato, il presente e il futuro, in relazione con un paesaggio tra i più autentici della Maremma. Il progetto mira a stimolare la memoria e la percezione visiva e sensoriale dell’osservatore, alla ricerca di un connubio magico tra l’arte contemporanea e la vita di tutti i giorni.

Scrive il critico Giuliano Serafini:
"Per originalità ed inventiva, significato simbolico e impatto visivo-solo le grandi opere di arte ambientale realizzate a Ghibellina dai maggiori artisti internazionali, potrebbero essere confrontate a questa istallazione d'arte contemporanea di Rodolfo Lacquaniti."

La genesi dell’opera si innesta su un tema di forte attualità, il riciclo dei rifiuti. CENTO è infatti costruita con materiali di recupero ritrovati nei vecchi magazzini, si compone delle virole di ferro zincato che costituiscono il corpo dei grandi silos, materia/simbolo del Consorzio e legame comprensibile al visitatore tra l’opera e la sua genesi terrena. L’UNO, fatto di semi-cerchi di centina assemblati tra loro è una forma geometricamente rigorosa, essa stessa segna lo spazio essendo contenuta. Al suo interno è collocata una scala antincendio dalla quale si accede al ballatoio “… per guardare il mondo da un punto di visione, più su, oltre le nostre stanze.I due ZERO, costruiti anch’essi con virole di silos rialzate e rinforzate con tubolari di ferro, disegnano lo spazio attraverso forme dalle linee che si trasformano e amplificano il movimento nello spazio del visitatore. Sostenuti da cavi d’acciaio fluttuano in sinergia con le nuvole, con l'affascinante paesaggio maremmano, con le macchine e i camion che sfrecciano sull’Aurelia. L’opera si nutre di luce, odori, distanze, movimento, leggerezza, memoria, tempo. Percorrendo la nuova Aurelia da Grosseto verso Braccagni-Livorno, in lontananza si percepiscono delle torri rosse, avvicinandosi si ha l’impressione di vedere un segno noto, infine la curiosità svela CENTO. Collocata sulla collina detta la vecchia cava di proprietà del conte Giovanni Guicciardini, l’opera accoglie al suo interno lo spettatore che ne diviene parte, attore e spettatore del continuo modellarsi delle linee nei mutamenti spaziali, stimolato a nuovi pensieri e forme visive, spiazzato dall’inquieto movimento dei tre grandi elementi.

CENTO anni di un Consorzio che ha segnato la storia di un territorio ricco di bio-diversità da preservare alle future generazioni. All’interno dell’UNO è accessibile l'istallazione di video art realizzata da Rodolfo Lacquaniti che racconta l’evoluzione creativa dell’opera e offre una rilettura del secolo attraverso foto di personaggi noti e non, finalmente alleggeriti dal peso della Storia. Una ricerca alla scoperta dell’energia e delle profonde relazioni che intercorrono tra noi esseri viventi e l’universo.