Rodolfo Lacquaniti
RODOLFO LACQUANITI ~ Bio-artista
E’ noto per la sua capacità di assemblare opere e installazioni di varia natura con materiali di scarto al loro ciclo conclusivo. Si occupa di fotografia e video-art. Dopo gli studi di architettura a Firenze 1974/1980 si laurea ed esercita la professione, nel 1989 diventa bio-architetto iscrivendosi all’IMBAR. Nel 2002 si trasferisce con la famiglia in Maremma.
Dai primi anni 90 inizia la sua esperienza artistica realizzando un'installazione multimediale a Bielefeld in Germania dal nome FRAMMENTIDILUCEGIALLA
1994
È curatore e partecipa come artista alla grande istallazione internazionale CENTO ARTISTI PER SARAJEVO che si svolge nel chiostro delle Donne presso l’Istituto degli Innocenti in Firenze. Una protesta per la ferocia in Bosnia utilizzando una sola parola SARAJEVO. L’arte così diventa impegno civile.
1995
video-art FRAMMENTIDILUCEAZZURRA
Chiostro di Ponente Convento di Santa Maria degli Angeli in Piazza Brunelleschi a Firenze
1996
Video-art SOGNI Sala del Dandini, Convento di Santa Maria degli Angeli in Piazza Brunelleschi a Firenze
1997
È curatore del libro e cd-rom Cento artisti per Sarajevo patrocinato dall’UNESCO con presentazione in Palazzo Vecchio a Firenze
1998
Installazione-video-art Signoria Caffè. Una delle piazze più importati del mondo diventa un immenso caffè interattivo dove personaggi dello spettacolo, della cultura e politica si incontrano con turisti e passanti per relazionare.
2002/2008
Si trasferisce in Maremma dove restaura una vecchio casale creando un agriturismo.
Qui nasce Viaggio di Ritorno, una serie di installazioni.
L’intenso ed articolato percorso-viaggio espositivo parte da La Porta del Viaggio di ritorno. Attraversando l’acqua purificatrice generata dalla Porta inizia il viaggio verso la luce donataci in regalo sin dalla nascita. Posizionata nell’asse privilegiato dalle civiltà mediterranee est-ovest, alba-tramonto, la struttura in legno della Porta è ricoperta di tavole lavorate con lievi incisioni. Il colore scelto è il rosso detto anche “saliente” poiché sembra scaturire dalla superficie ed è associato all’azione, alla sonorità ed al moto.
Fai piano non fare polvere. Sette Tartarughe, oltre la porta, avanzano in un lento e inarrestabile viaggio tempo-spazio-universo. Il binocolo rudimentale è posizionato in modo da creare un collegamento tra l’istallazione e le tombe etrusche di Vetulonia. Le Sette Tartarughe sono costruite con dischi di morgano (attrezzo agricolo col quale si ara la terra).
La grande Balena cerca di virare da nord verso est. Entrando nel suo corpo dalla coda possiamo deporre in un piccolo contenitore le valanghe di pensieri concentrati sul nostro io ed ascoltare ciò che accade fuori oltre le stanze. La Balena dalle notevoli dimensioni (25x5x4 metri), è fatta di canne e reti da pesca.
Codice genetico è la presa di coscienza del nostro essere, il piccolo anello di congiunzione tra noi, i nostri antenati e le nuove generazioni. L ’opera, anch’essa di grandi dimensioni, è collocata in mezzo ad un campo di giovani ulivi, ha una forma piramidale ed è segnata all’esterno con un grande cerchio fatto di cassette della frutta e canne di bambù. Codice genetico è costruito con tavole, pali di ferro a spirale, reti di pescatori, corde e vetri di fonderia color ambra.
Cat Box il gioco della luce e dell’ombra. L’opera, realizzata con cassette della frutta corde e canne di bambù, ci introduce all’interno del grande capannone, dove troviamo Le Matrici: l’abbraccio consapevole delle ferite, l’unicità del nostro essere, il viaggio esplorativo che ci porta verso l’infinito. Le Matrici sono realizzate in legno intagliato e colorato con pigmenti e lino
Nei Monoliti affiorano i segni delle potenti civiltà mediterranee non più codificabili. Nelle incisioni del legno le tracce dei simboli del potere sono sparite; le linee, perduta ogni aspettativa, si proiettano libere nello spazio e nel tempo come segni di pace e semplice bellezza.
Il Serpente a sonagli è l’opera dedicata alla terra nativa calabrese. Da un antico mosaico della Magna Grecia è copiato il movimento concentrico del serpente. I materiali usati sono contenitori in alluminio di ricotta degli anni sessanta, pezzi di vetro di fonderia e attrezzi agricoli, trovati come quasi tutti gli altri materiali alle discariche o rovistando tra i rifiuti.
Il viaggio prosegue con Frammenti di luce ambra, Frammenti di luce blu, Attimo mutante, Cerchi magici, Sintonizzatore di onde mutanti, Spirito infinito. Vecchi simboli diventano energia pura, materia oscura di cui anche noi siamo fatti, che parte dai piccolissimi protoni estendendosi in segni concentrici carichi di esplosioni di materia.
L’esposizione propone, nella ex-cella frigorifera, video-art: E non è questa guerra? dedicato a tutte le guerre dimenticate e a quelle che noi viviamo quotidianamente. Felini in gabbia movimento senza sosta di tigri, leopardi, pantere in gabbia. Energy libero movimento acquatico del corpo e della mente. La proiezione di immagini di personaggi storici del 900 e non, ha lo scopo di alleggerirli del loro pesante ruolo riportandoli alla realtà del codice genetico e delle loro fibre energetiche.
Un appuntamento da non mancare anche per la bellezza naturale del luogo che ospita l’esposizione. Infatti il Podere il Leccio è sede di un gradevole agriturismo curato in ogni dettaglio e gestito con raro garbo dalla famiglia Lacquaniti. Collocato nel cuore della maremma toscana, tra siti archeologici e parchi naturali, è un approdo di pace e cultura. Per informazioni si può consultare il sito www.podereilleccio.com.